Shining

Shining è un film del 1980 diretto da Stanley Kubrick

TRAMA

sh41Jack Torrance, aspirante scrittore, insegnante disoccupato e con problemi di alcolismo, accetta il lavoro di guardiano invernale in un enorme hotel in Colorado, l’Overlook, sperduto tra le montagne e distante ore di viaggio da qualunque centro abitato. Nel colloquio per l’assunzione, il direttore dell’albergo Stuart Ullman sostiene che il lavoro non è fisicamente pesante, ma presenta difficoltà d’adattamento, poiché il guardiano deve rimanere isolato per circa cinque mesi a causa della neve. Dieci anni prima, infatti, un altro incaricato di nome Delbert Grady, durante la lunga permanenza con la moglie e le figlie, fu colpito da un fortissimo esaurimento nervoso e, perdendo il lume della ragione, sterminò l’intera famiglia con un’ascia e successivamente si suicidò con un colpo di fucile in testa. Jack, quasi divertito, sostiene che questo non è un tipo di situazione che potrebbe capitargli, che egli non è il tipo che patisce l’isolamento, anzi, dichiara di essere in cerca di tranquillità e di solitudine per completare la stesura del suo nuovo romanzo. Così, al termine della stagione di apertura, si trasferisce con la moglie Wendy e il figlio Danny all’Overlook Hotel. Danny, il figlioletto di Jack, ha doti extrasensoriali, subito notate dal cuoco afro-americano Dick Hallorann, il quale gli rivela di essere anch’egli in possesso della cosiddetta “luccicanza” (shining), ovvero una sorta di potere tramite cui le persone possono prevedere eventi futuri, rivivere quelli passati e comunicare tra loro. L’uomo confida a Danny che vivendo nell’albergo potrebbe capitargli di vedere alcuni dei fatti di sangue accaduti in passato (l’albergo stesso è stato edificato sul sito di un antico cimitero indiano), ma non dovrà averne paura perché non sono immagini reali. Gli raccomanda tuttavia di non avvicinarsi assolutamente alla camera 237, senza però aggiungere altro.

apollo-11-shining-codePassano i giorni e presto la neve rende le strade impraticabili. Nell’albergo deserto, Jack passa le giornate a scrivere il suo romanzo, Wendy a fare i lavori domestici e Danny a fare infiniti giri nell’hotel con il suo triciclo. Con il passare del tempo però la situazione degenera.

Jack inizia a diventare molto scontroso e irascibile a causa del lavoro e della mancanza di ispirazione per il proprio romanzo, inoltre è vittima di terrificanti incubi, nei quali sogna di uccidere e fare a pezzi la moglie ed il figlio. Danny invece comincia ad avere inquietanti visioni sui terribili eventi avvenuti 10 anni prima, come l’uccisione delle due bambine da parte del padre Delbert Grady e fiumi di sangue che invadono i corridoi fuoriuscendo dall’ascensore.

Danny è inizialmente terrorizzato dalle proprie visioni, ma riesce comunque a gestire la propria paura, ricordando le parole di Mr. Hallorann riguardo alla veridicità di tali eventi avvenuti nel passato. Così il ragazzino continua tranquillamente a svagarsi col proprio triciclo e a divertirsi con i propri giocattoli. Un giorno, mentre corre per i corridoi a bordo del suo triciclo, trova la camera 237 aperta, con la chiave inserita nella serratura, e decide di entrarvi. Nel frattempo Wendy viene attirata dalle urla di Jack, il quale continua ad avere incubi su se stesso che uccide la propria famiglia, finché Danny non ricompare nella sala molto provato e con graffi e segni sul collo. La madre del piccolo si convince che sia stato Jack a colpirlo e porta Danny in camera, lontano e al sicuro dal marito.

Danny-Bike-ShiningJack quindi si sposta nella sala da ballo dell’hotel e comincia una discussione immaginaria con un barista degli anni venti di nome Lloyd, al quale confessa che egli non ha mai picchiato suo figlio e mai oserebbe farlo, dato il grande amore che nutre nei suoi confronti. Una volta che la chiacchierata immaginaria fra Jack e Lloyd è terminata, arriva Wendy, che avvisa il marito che il figlio è stato aggredito da una donna nella camera 237. Dopo questa notizia Jack si reca nella camera per controllare la veridicità dei fatti, scoprendo la presenza di una giovane ragazza nuda che, una volta uscita dalla vasca da bagno, lo abbraccia e lo bacia. Ma mentre i due si stanno baciando, Jack si accorge che la giovane e bella ragazza si sta tramutando in una donna vecchia in stato di decomposizione, che inizia ad inseguirlo per la stanza.

A questo punto la mente di Jack vacilla. Egli si sente improvvisamente minacciato dalla famiglia e comincia a ritenerla la causa dei suoi fallimenti. Girovagando per l’hotel incontra il fantasma di Delbert Grady che gli consiglia, o piuttosto gli ordina, di emularlo nell’eliminare i suoi familiari. Grady lo avvisa anche della telepatia che lega il figlio Danny a Dick Hallorann, il cuoco di colore, grazie alla quale, pur trovandosi lontano in Florida, avverte a sua volta la tragedia che sta per consumarsi. Wendy nel frattempo non ha più dubbi sulla follia di Jack, quando scopre che i dattiloscritti del romanzo non sono altro che pagine e pagine di una frase ripetuta all’infinito: “All work and no play makes Jack a dull boy” (“Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato” nella versione originale, “Il mattino ha l’oro in bocca” nella versione italiana).hqdefault Mentre rovista tra le carte, viene scoperta dal marito. Terrorizzata dalla violenta reazione di quest’ultimo, Wendy dice a Jack che Danny dovrebbe essere visitato da un dottore il prima possibile. Jack continua ad avvicinarsi e a parlare minacciosamente alla donna accusandola di infischiarsene delle responsabilità che ha lui come guardiano, la quale indietreggia su per le scale scuotendo la mazza da baseball per tenerlo a distanza. Jack cerca di convincerla a consegnargli l’arma ma, preso dalla follia, le minaccia di spaccarle la testa. Subito dopo allunga la mano per sottrarle la mazza ma Wendy lo colpisce alla mano e successivamente alla testa, stordendolo. Poi lo trascina nelle cucine e lo rinchiude in una dispensa. La donna cerca aiuto e soccorso, ma trova radio e il gatto delle nevi sabotati dal marito.

Jack viene liberato (nel film non viene rivelato da chi, anche se sembrerebbe esser stato Grady), e si impossessa della stessa ascia usata da Grady dieci anni prima. Con questa cerca di raggiungere la moglie e il figlio per ucciderli, ma i due si sono barricati nella stanza da bagno. L’ormai folle Jack riesce ad entrare nell’appartamento sfondando la porta d’ingresso. Tra le tante scene cult del film, resta ormai consegnata alla storia del cinema l’immagine di Jack che sfonda la porta d’ingresso, salutando sinistramente la moglie con la celebre frase “Wendy, sono a casa, amore” (“Wendy, I’m home” nella versione originale). Dopo aver capito che moglie e figlio si trovano in bagno, Jack inizia a sfondare la porta a colpi di scure, mentre Wendy riesce a far fuggire Danny attraverso la stretta finestra del bagno, da cui lei non riesce a uscire. In una scena divenuta memorabile ed emblema del film, un Jack dallo sguardo demoniaco sfonda anche uno dei pannelli della porta del bagno, pronunciando sadicamente la frase “Sono il lupo cattivo!” (“Here’s Johnny!” in lingua originale) mentre infila il braccio nel varco per aprire la porta dall’interno ma Wendy lo ferisce alla mano con un coltello da cucina.

Dick riesce a raggiungere l’albergo con un gatto delle nevi, distraendo Jack, che si apposta presso l’entrata e sorprende il cuoco uccidendolo con un colpo di ascia al petto. Danny trova un nascondiglio nelle cucine per poi fuggire all’esterno, avventurandosi nel labirinto di siepi dell’albergo, che ha già imparato a percorrere con la madre. Wendy nel frattempo cerca il figlio nei corridoi nell’albergo incontrando tre fantasmi (due di questi nel libro sono chiamati Harry e Roger) e il fiume di sangue che fuoriesce dall’ascensore. Jack insegue Danny nel dedalo innevato ma si perde perché il bambino, cancellando le proprie orme, ripercorre i suoi passi, uscendo così incolume e raggiungendo la madre pronta a fuggire con lui con il gatto delle nevi del cuoco.cqcdxjotdj6yao10jvz9

La scena finale vede Jack in preda al congelamento, che urla fino ad accasciarsi ed apparire la mattina dopo in un’inquietante immagine, congelato dal freddo della notte e con gli occhi sbarrati. L’epilogo è un lento zoom su una foto d’epoca scattata durante la festa di gala del 4 luglio 1921, dove, tra gli astanti, appare un Jack Torrance in abito da sera e dal sorriso radioso.

COMMENTO

Questo film è un capolavoro. Pienamente consigliato perchè sia la trama che la qualità del film sono ad un livello altissimo. Film molto ben fatto considerando poi che è della fine degli anni 70

VOTO: 10